Laboratorio Silent Memory

Il laboratorio teatrale è progettato a partire dall’esperienza della silent disco, ossia un evento musicale in cui i partecipanti ascoltano individualmente la musica attraverso cuffie wireless, ballando allo stesso ritmo in una stanza che è apparentemente senza suoni.
In Silent Memory ognuno ascolta una memoria di guerra grazie al proprio smartphone e ad un paio di cuffie: ognuno ha a disposizione un Qrcode diverso a cui è associata una singola storia.
Si è liberi di vivere lo spazio e di interagire eventualmente con gli altri durante il brano. Camminare, scambiarsi sguardi, piangere, restare immobili, sedersi: si può trovare la concentrazione in molti modi diversi per accogliere le parole che arrivano a colpire come una confessione intima chi ascolta.
Durante il tempo di connessione con la memoria, verranno proiettate diverse immagini, che potrebbero essere associabili o del tutto estranee al contesto in cui il singolo partecipante è immerso.
Al momento della fine dell’ascolto individuale, ognuno sarà lasciato libero di uscire dalla stanza o di restarvi ed aspettare che tutti abbiano finito per confrontarsi sulle varie storie e sulle impressioni che le immagini sulle pareti hanno lasciato rispetto al racconto.
Si inizia così un percorso guidato da alcune domande verso la ricostruzione collettiva: cosa prevale nella memoria? Associazione, dissociazione, emotività, razionalità, voglia di custodire gelosamente i propri ricordi o condividerli con il prossimo?

Un laboratorio in tre passi:

Passo 1: Fornire un Qrcode e delle cuffie per trasmettere una storia.

Diverse modalità:

  • Semplice foglio di carta che si consegna come biglietto-Qrcode: implica che la storia ad esso associata venga consegnata dal caso a chi partecipa al laboratorio.
  • Stanza piena di Qrcode che appaiono sui muri: implica un grado maggiore di scelta da parte del partecipante, anche se a scatola chiusa.

Passo 2: Ogni codice è associato ad una testimonianza.

Diversi tipi di testimonianze:

  • Video di interviste di persone coinvolte in eventi tragici legati alla guerra.

Si include il passato recente ma invisibile perché “già conosciuto”: ebrei, partigiani, soldati disertori, chiunque abbia vissuto un pezzo di storia delle prime due guerre Mondiali; si dà spazio ad un contemporaneo invisibile perché accaduto “altrove” in un altro luogo: rifugiati e immigrati arrivati in Italia recentemente o ivi residenti da più generazioni perché fuggiti da situazioni di conflitto.

  • Spezzoni di film/documentari
  • Storie di ricordi di infanzia anche gioiosi, totalmente avulsi dal contesto della guerra ma assimilabili al passato di gran parte dei partecipanti.

Passo 3: La fine della storia, come la fine della guerra: il periodo della ricostruzione

Per info:

Federica: [email protected]                                            Daniela: [email protected]

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